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Mai dire mai
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January 30 III° E - Scuola Media Statale Odoardo FocheriniOk ragazzi, vediamo se dopo 25 anni riusciamo a ritrovarci. Due giorni fa ho varcato, come molti di voi, la soglia dei 40 e vincere questa sfida sarebbe un bel tuffo nei ricordi. So che sarà dura. Già rintracciare tutti sarà un'impresa non indifferente, riuscire poi a concordare la data sarà da neuro. Ma la curiosità di riunire la vecchia III E è tanta. Per cui... Proviamoci! Visto che gli anni passano e la memoria di tanto in tanto vacilla, vi chiedo di aiutarmi a completare la lista scusandomi fin da subito se il nome di qualcuno mi è sfuggito. December 14 http://www.warriorofthelight.com/ital/index.html
December 07 ...E’ disarmante la consapevolezza. Dà un senso di impotenza. Soprattutto quando vuoi mettere in guardia qualcuno. Per quanto tu possa dire, scrivere, dimostrare... non serve a nulla. Si può tentare di far aprire gli occhi ma quando la persona a cui tieni è coinvolta non c’è verso. Puoi esserci quando ti cerca ma non ti permette di fare altro. Gli occhi foderati di prosciutto, le orecchie di mortadella. E allora non ti resta che tacere ed esserci. Guai a dire "te l’avevo detto", è la cosa più umiliante che ci possa essere per chi intraprende un cammino che vede giusto. Liti che non portano a nulla. Del resto l’esperienza la si deve fare sulla propria pelle, per quanto devastante possa essere è l’unico modo per trarne insegnamento. Consigliare, cercando per quanto possibile di rimanere neutrali. Non facile quando tieni alla persona coinvolta. E spesso questa condizione ti porta all’esasperazione. Ambiguità, tira e molla, incoerenza. Confusione. Ieri per la prima volta in due anni ho esternato un vaffa che mai avrei pensato rivolgere al destinatario. Volare alto porta a cadute pesanti e non c’è vaccino a questo. Ci si tempra ma non si è immuni. E allora diventi stronzo. Non per cattiveria gratuita. Per sopravvivere. La confusione genera confusione. Fare lo stronzo non è altro che dare uno strumento da usare per permettere all’altro di rendere più facile il distacco, meno doloroso perchè "si è rivelato essere stronzo". Solo perchè tu in prima persona non riesci a staccarti. Solo perchè Ami. November 14 Una poesia anche per teForse non sai quel che darei
Perché tu sia felice Piangi lacrime di aria Lacrime invisibili Che solamente gli angeli san portar via Ma cambierà stagione ci saranno nuove rose E ci sarà dentro te e al di là dell’orizzonte una piccola poesia Ci sarà.... forse esiste già al di là dell’orizzonte una poesia anche per te Vorrei rinascere per te e ricominciare insieme come se non sentissi più dolore ma tu hai tessuto sogni di cristallo troppo coraggiosi e fragili per morire adesso solo per un rimpianto Ci sarà dentro e te e al di là dell’orizzonte una piccola poesia Ci sarà dentro e te e al di là dell’orizzonte una poesia anche per te Perdona e dimenticherai per quanto possa fare male in fondo sai che sei ancora qui e dare tutto e dare tanto quanto il tempo in cui il tuo segno rimarrà questo nodo lo sciolga il sole come sa fare con la neve Ci sarà dentro e te e al di là dell’orizzonte una piccola poesia Ci sarà forse esiste già al di là dell’orizzonte una poesia anche per te _____ Elisa November 12 Rileggendo......cose scritte nel passato mi sono fermato di fronte a un pensiero che mi ha riportato inidetro nel tempo. Ho ripercorso gli stati d'animo di allora. La forza con cui ho espresso il momento, i toni, le immagini suscitate, mi hanno lasciato attonito, quasi come se non fossero parole mie, peniseri miei.
Di tempo ne è passato, di cose ne sono successe. Mia figlia è cresciuta serena e il senso che allora avevano le parole riportate al momento, esprimevano quella speranza che giorno dopo giorno trova conferma nel suo sorriso e nella gioia di vivere.
Un pensiero però è rivolto al recente passato... e stavolta non diretto a Elisabetta.
Ho visto di nuovo nascere un fiore dal sale. Un pulcino spaurito e rassegnato trasformarsi in cigno... e ora il cigno è pronto a spiegare le ali per spiccare il volo verso qualcosa a cui non credeva più... le ali che ti avevano tarpato sono guarite...
Ora come allora posso dirlo di nuovo.
"...e tutto ha un senso."
Darrena di Mancia
November 10 Vita...June 25 Il cielo che non saiE quando credi che la sera che scende non vedrà più il sole,
una stella...
la più piccola...
la più lonana...
ti rischiara con luce fievole, impercettibile...
E' una stella intimorità dall'universo che la circonda,
quasi estranea al firmamento in cui non si riconosce e che rifiuta.
Sembra quasi che nessuno si accorga di lei tanto si tiene distante...
ma la scorgi in mezzo alle più sfavillanti proprio per quella sua presenza discreta...
non le interessa di apparire la noti perchè riflette la tua stessa timida luce.
Una luce che oscura l'accecante urlo di un cielo che non senti essere il tuo.
E' lei che guardi... e da lontano, impaurita e sconfitta,
lei guarda te.
Come lampare in un oceano ostile e sterminato si incontrano per caso,
senza volere...
ed è l'Infinito.
Darrena di Mancia April 26 Ero scettico... invece funziona!E' un modo semplice, innocuo e assolutamente trasparente per chi ha una connessione ADSL flat di unire l'utile al dilettevole. Infatti, scaricando e installando il programma EUROBARRE si viene ricompensati per visualizzare sul monitor banner pubblicitari. Non è assolutamente impegnatiivo e non pregiudica il normale utilizzo del pc. Si tratta di "affittare" i 75 pixel nella parte superiore del monitor affinchè vengano passati banner pubblicitari. Ogni visualizzazione viene ricompensata con l'accumulo di punti, che possono lievitare notevolmente permettendo di ricevere mail dagli sponsor o rispondendo a semplici domande relative ai siti degli stessi. Mensilmente viene effettuato il conteggio del guadagno e al raggiungimento di 15,00 € è possibile richiederne il pagamento.
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February 24 The reasonI'm not a perfect person There's many things I wish I didn't do But I continue learning I never meant to do those things to you And so I have to say before I go That I just want you to know I've found a reason for me To change who I used to be A reason to start over new and the reason is you I'm sorry that I hurt you It's something I must live with everyday And all the pain I put you through I wish that I could take it all away And be the one who catches all your tears That's why I need you to hear I've found a reason for me To change who I used to be A reason to start over new and the reason is you and the reason is you and the reason is you and the reason is you I'm not a perfect person I never meant to do those things to you And so I have to say before I go That I just want you to know I've found a reason for me To change who I used to be A reason to start over new and the reason is you I've found a reason to show A side of me you didn't know A reason for all that I do And the reason is you February 17 Bad dayWhere is the moment we need at the most
You kick up the leaves and the magic is lost They tell me your blue skies fade to grey They tell me your passion's gone away And I don't need no carryin' on You stand in the line just to hit a new low You're faking a smile with the coffee to go You tell me your life's been way off line You're falling to pieces everytime And I don't need no carryin' on Cause you had a bad day You're taking one down You sing a sad song just to turn it around You say you don't know You tell me don't lie You work at a smile and you go for a ride You had a bad day The camera don't lie You're coming back down and you really don't mind You had a bad day You had a bad day Well you need a blue sky holiday The point is they laugh at what you say And I don't need no carryin' on You had a bad day You're taking one down You sing a sad song just to turn it around You say you don't know You tell me don't lie You work at a smile and you go for a ride You had a bad day The camera don't lie You're coming back down and you really don't mind You had a bad day (Oh.. Holiday..) Sometimes the system goes on the blink And the whole thing turns out wrong You might not make it back and you know That you could be well oh that strong And I'm not wrong (yeah...) So where is the passion when you need it the most Oh you and I You kick up the leaves and the magic is lost Cause you had a bad day You're taking one down You sing a sad song just to turn it around You say you don't know You tell me don't lie You work at a smile and you go for a ride You had a bad day You've seen what you like And how does it feel for one more time You had a bad day You had a bad day Daniel Powter February 16 Goodbye my loverDid I disappoint you or let you down?
Should I be feeling guilty or let the judges frown? 'Cause I saw the end before we'd begun, Yes I saw you were blinded and I knew I had won. So I took what's mine by eternal right. Took your soul out into the night. It may be over but it won't stop there, I am here for you if you'd only care. You touched my heart you touched my soul. You changed my life and all my goals. And love is blind and that I knew when, My heart was blinded by you. I've kissed your lips and held your head. Shared your dreams and shared your bed. I know you well, I know your smell. I've been addicted to you. Goodbye my lover Goodbye my friend. You have been the one. You have been the one for me. I am a dreamer but when I wake, You can't break my spirit - it's my dreams you take. And as you move on, remember me, Remember us and all we used to be I've seen you cry, I've seen you smile. I've watched you sleeping for a while. I'd be the father of your child. I'd spend a lifetime with you. I know your fears and you know mine. We've had our doubts but now we're fine, And I love you, I swear that's true. I cannot live without you. Goodbye my lover. Goodbye my friend. You have been the one. You have been the one for me. And I still hold your hand in mine. In mine when I'm asleep. And I will bear my soul in time, When I'm kneeling at your feet. Goodbye my lover. Goodbye my friend. You have been the one. You have been the one for me. I'm so hollow, baby, I'm so hollow. I'm so, I'm so, I'm so hollow. James Blunt February 15 14 febbraio 2006E' proprio quando che inizi a dare per scontato le cose che ti rendi conto di quanto sia inutile farlo... Sistematicamente ciò che davi per certo finisce col non esserlo e ciò che non credevi ormai più possibile si realizza... Fatalità o gusto perverso del Burattinaio a scombinare le carte nel gioco della vita... chissà... Un consiglio: Vivi l'attimo per quello che è, per ciò che riesce a darti, senza riserve... con tutto te stesso... il resto sono solo parole scritte sulla sabbia... quelle scolpite non si leggono... si sentono dentro.
Darrena di Mancia GusetbookO tu sventurato/a che non sapendo a cosa andavi incontri hai avuto la malsana idea di accedere al mio spazio... lascia un segno del tuo passaggio, a futura memoria e... vabbè, per mia soddisfazione personale!
Non è difficile, basta che aggiungi un commento, una critica, un suggerimento, clikkando qui sotto (ehm... per gli insulti e gli sproloqui vedrò di allestire uno spazio dedicato in seguito, ma per il momento vanno bene anche quelli...)
Darrena di Mancia February 13 Pugno di sabbiaUna madre e suo figlio stanno camminando sulla spiaggia. Ad un certo punto il bambino dice: "Mamma come si fa a mantenere un’amicizia?" La madre guarda il figlio sorridendo e poi gli dice: "Raccogli un po’ di sabbia." Il ragazzo si china e raccoglie una manciata di sabbia finissima. La madre allora, sempre sorridendo: "Ora stringi il pugno…" Il ragazzo stringe la mano attorno alla sabbia e vede che, più stringe, più la sabbia gli esce dalla mano. "Mamma, la sabbia se ne scappa…" "Lo so, caro… Ora tieni la mano completamente aperta…" Il ragazzo ubbidisce, ma una folata di vento porta via parte della rimanente. "Anche così non riesco a tenerla…" E la madre, sempre sorridendo: "Adesso raccogline un altro po’, e tienila con la mano aperta a cucchiaio…" Il ragazzo riprova, e questa volta la sabbia non sfugge dalla mano, ed è protetta dal vento. "Ecco come far durare un’amicizia…"
Così come per l'amicizia... per l'amore. Darrena di Mancia Respiro
Fa' che io canti presto Io vorrei Voglio che sia respiro Io vorrei E vorrei Voglio che sia respiro
Testo e musica di Franco SIMONE Meditate gente
February 12 Ti lasceròTi lascerò andare
ti lascerò (1989)
Fausto Leali Anna Oxa CambiareTi nasconderai
Amore, che non puo' volare
Amore, non mi provocare Amore da dimenticare February 11 Domenica di settembreTi ricordi quella domenica? Qualche ora prima mi dicesti “Vengo io da te” e nemmeno mi conoscevi. Eri terrorizzata dall’idea di dover prendere il volante, ma qualcosa che nemmeno tu sai ti ha spinto a farlo. Ed io ero nervoso, sapevo che da un momento all’altro saresti arrivata, ma perché essere nervosi? Dopotutto non era un appuntamento galante, anzi… Passeggiavo nel cortile di casa, giocando distrattamente con il cane, distratto a tal punto che anche il cane se n’è accorto… Per poco non mi ribalta infilandosi, come al solito, tra le mie gambe per spronarmi al gioco. Di tanto in tanto mi affaccio dal cancello, a controllare se per caso hai già imboccato la strada di casa mia. Ancora non ti vedo. Sarà adatto l’abbigliamento? Ma sì, per un giro di carte non occorre la cravatta, e poi in settembre fa ancora abbastanza caldo. T-shirt bianca con cappuccio e bermuda di jeans con la serigrafia del simbolo della pace. Non sarò troppo casual? Ma di che t’interroghi Andrea, sta venendo da te solo perché non le è possibile farti le carte a casa sua. Il rumore di un’auto. Sembra quello di una Panda “effetto mare”, nel senso che se con una Panda provi a sterzare di colpo, la benzina nel serbatoio provoca un onda che ricorda l’infrangersi dei cavalloni sulla spiaggia. Faccio finta di nulla, non voglio sembrare impaziente. La prima volta che ti ho sentita al telefono mi hai fatto notare che la pronuncia data al cognome era molto goffa (non male come inizio Andrea, complimenti!) ma tra le mie scuse e le tue rassicurazioni alla fine hai accettato di incontrarmi. Era una panda. Ma non eri tu. S’è fermata di fronte alla casa dei vicini. Ed io sempre più nervoso. Poi d’improvviso eccoti lì. Credo che il fermo immagine del momento in cui ti ho vista possa essere molto simile a quella di un baccalà, duro con gli occhi sbarrati e la bocca aperta. Dopo essermi scrollato di dosso il sale, credo che il pensiero più lesto a balenarmi in testa sia stato “Non è possibile, dev’esserci uno sbaglio, non può essere lei, una ragazza così bella, qui, ora, a casa mia, e perché mai, possibile che non avesse di meglio da fare che venire qui a sorbirsi il vaneggiare di questo mammalucco?”. In due secondi penso di essere riuscito a squadrarti almeno 12 volte, altri 28 nanosecondi e ti avrei anche fatto le lastre! Maglia blusante, jeans e mocassini, capelli lunghi e lisci, occhi scuri. L’istantanea di te in quel momento è questa. Non ricordo nemmeno chi dei due ha parlato per primo, certo è che prima di noi il cane ha detto la sua. Ti ho fatto entrare e tu mi hai fatto dono di liquirizie, morbidosi e arachidi caramellate. Non ricordo nemmeno quali e quante castronerie ho detto a causa dell’imbarazzo, poi… le carte… Ti ho fatto accomodare in sala da pranzo e mi hai fatto una richiesta che non m’aspettavo. “Andrea, visto che anche tu fai le carte, mi fai un giro?” Gulp! M’hai preso alla sprovvista, non me l’aspettavo. E adesso?! Non posso rifiutarmi, dopotutto sei venuta fino a qui per farle tu a me. E adesso che figura ci faccio? Pazienza, mi tocca, te lo devo. Ripesco il mazzo di tarocchi, no… quelli di Tarot no, nemmeno quelli de La Porta delle Stelle, molto belli sì, ma per abitudine uso solo quelli Egiziani della Modiano, con la fatica che ho fatto per trovarli..! Li tolgo dalla scatola. Ti chiedo la cortesia di non tenere incrociate le gambe, altrimenti non riesce! Serro i tarocchi tra le mani e muovendo appena le labbra (non vorrei che mi sentissi, l’imbarazzo sarebbe troppo) ripeto la frase di rito insegnatami dall’anziana cartomante che fino ad allora ti aveva preceduta: “Sant’Antonio giglio giocondo venerato da tutto il mondo chi ti prende come avvocato da tutto sarà salvato” con l’aggiunta di una preghiera per essere aiutato nella lettura (non che ci creda nelle carte, dopotutto è solo un gioco, vero?!). Concentrandomi su di te, mischio le carte per almeno sette volte e comunque sempre per un numero dispari. Prima di farti tagliare il mazzo devi appoggiarci sopra la mano destra facendo una domanda specifica, non è necessario che tu la faccia a me, è sufficiente pensarla. Tagli il mazzo e già una mezza risposta te l’ho data… dalla tua espressione non ho capito se verosimile o no, ma vado avanti… comincio a stendere le carte in file da cinque, discendendo al termine di ogni fila. Tu ascolti il mio soliloquio senza far trasparire se sto dicendo una valanga di boiate o no. Ma a un certo punto mi blocchi. Ti alzi dalla sedia e ammucchi le carte a cui ancora non avevo dato un’interpretazione… “Basta così Andrea, hai visto anche troppo!” Rimango di sasso. Per qualche istante sono rimasto disorientato. Possibile che abbia azzeccato il tuo passato se nemmeno so chi sei? So a malapena il tuo nome... Erminia... E perché non mi hai permesso di arrivare alla fine? Orcomondo! Pazienza, ora tocca a te. Tiri fuori dalla tasca di Eta Beta (la borsetta) i tarocchi del gatto, quelli che erano in regalo come gadget di una rivista femminile, e cominci. Ora. Non ricordo nemmeno ciò che mi dicesti. Ma non importa. Nemmeno ricordo quello che ti dissi io, quindi è parità. E la sorpresa di mia madre quando ti ho offerto un tè con biscotti al burro, non tanto per l’offerta, quanto per il fatto che il tè l’ho preparato io. Diluvio in vista! Abbiamo chiacchierato a lungo, scambiandoci opinioni sulla cartomanzia, magia di vario genere, stadio alpha, lettura del pensiero via dicendo. Fino a quando hai voluto darmi una sorta di dimostrazione. Mi hai chiesto di porgerti la mano. L’hai chiusa fra le tue e d’improvviso i tuoi occhi mi hanno trasmesso un calore particolare, impalpabile, il cuore mi batteva a mille (sicuramente dovuto alla mia timidezza, non c’è altra spiegazione logica anche se…). E’ ora di tornare a casa, chissà se ti rivedrò… Sul cancello ti indico la strada per tornare a casa (non eri una cima in fatto di orientamento). Certo che avessi capito le indicazioni, ti saluto con la speranza che ci saremmo riletti le carte, senza pensare che ti saresti ritrovata sulla statale opposta alla direzione di casa tua proprio nel bel mezzo del diluvio poc’anzi evocato. C’est la vie, qualcuno direbbe. Dopo la tua rivelazione dell’allora tua avversione alla guida e il mio tè, il diluvio era il minimo che potesse capitare. <…continua…> *
23 giugno 2003
Darrena di Mancia
* Riporto questo racconto poichè è stato il primo scritto in assoluto che ho pubblicato per gioco su www.scrivi.com e visto il seguito ottenuto ed essendo l'unico sopravvissuto ad un dispetto puerile di chi si ritiene onnipotente, lo considero come un portafortuna. Semmai la persona interessta dovesse leggerlo in questo spazio, sappia che non c'è nessuna intenzione di tenerla viva in me dal momento che le sue azioni (anhgerie, menzogne, violenze gratuite), non solo mi hanno fatto cancellare 12 anni di vita passata, ma ai miei occhi la fanno apparire come morta e sepolta. Un consiglio spassionato: lasciami in pace una volta per tutte e non attraversarmi mai più la strada, non vedendoti potresti rimanere asfaltata.
P.S. mi pare superfluo dire che ovviamente non ci sarà nessun seguito (a parte quelli in sede civile e penale). Così siaQuella sera sapevo che non l'avrei vista. Era stata una giornata pesante, non tanto per il fatto che la notte prima non avevo chiuso occhio, quanto allo sforzo sostenuto per trattenermi dal rispondere in malo modo alle domande insulse di "clienti" che pareva provassero una soddisfazione perversa a risultare idioti. Facendo leva sulla mia dote principale, la pazienza, mi violentavo nel tentativo di non palesare l'idiozia delle domande. Mentre col sorriso sulle labbra sottolineavo che è sempre incluso il manuale d'uso, facevo notare che la persona che passava le nottate nel tentativo di rendere comprensibile l'utilizzo dell'apparecchio, chino magari per ore ed ore su dizionari, vocabolari, stele di Rosetta nel tentativo di rendere elementare anche la più astrusa teoria di fisica quantistica, si sarebbe magari sentito apprezzato per gli sforzi se QUALCUNO SI DEGNASSE DI LEGGERLI 'STI CAZZO DI MANUALI D'USO! Fortunatamente non ho l'abitudine di pensare ad alta voce ma mi riesce bene dare dell'idiota a chichessia senza che nemmeno se ne renda conto! Lo ammetto... piccola ma magra soddisfazione personale. Continuando per forza d'inerzia, quasi non mi resi conto che era arrivato l'orario di chiusura. SI AVVISA LA GENTILE CLIENTELA CHE IL PUNTO VENDITA E' CHIUSO. VI INVITIAMO PERTANTO AD AVVICINARVI ALLA CASSA. Che musica risultava essere quella frase consueta che mai prima di allora avevo apprezzato così tanto. Dismessa la camicia con tanto di "targa aziendale" sulla schiena, con l'abituale passo tranquillo andai verso l'uscita dando appuntamento al lunedì pomeriggio. Con gesti ormai automatici presi a tastare le tasche dei jeans facendo mentalmente l'appello degli oggetti che dovevano esserci. Le sigarette, il cellulare e... la chiave? Non riesco mai ad azzecarla al primo colpo, devo decidermi ad acquistare un portachiavi. Nell'aprire lo sportello mi assalì un vento di Phon che quasi mi tolse il respiro. Sopravvissuto alla ventata non esitai finalmente a sedermi, ero esausto. Pochi istanti per riversare il contenuto delle tasche sul sedile del passeggero, avviai il motore e collegai il vivavoce al mio Nokia 1100. Finestrini abbassati e via, certo che ce l'avrei fatta a raggiungere casa prima che il sonno raggiungesse me. Nel fare retromarcia notai il tramonto. Ma non era un tramonto... era un dipinto, disegnato da abili mani, pennellato nelle sfumature calde e delicate delle nuvole rosa che sembravano dirette verso quella luce, calda e avvolgente, in un cielo striato di azzurri e di sapienti coreografie. Era la melodia di un pentagramma le cui righe erano accennate nel firmamento e di cui i colori, le nubi e i profumi che venivano alla mente ne erano le note. Rimasi incantato per non so dire quanto tempo, perso in quell'immagine che mi riportava alla mente ricordi indimenticabili. Ridisceso nel mio corpo terreno composi il numero sul cellulare, speravo che riuscisse a vedere anche lei quello spettacolo che non replica mai, uno spettacolo che sapevo le avrebbe trasmesso le stesse cose. La voce un po' tra l'assonnato e il beato quasi mi avvolse e se avessi ceduto a quella sensazione sono certo che avrei cominciato a sognare (considerato che ero alla guida, reduce da una notte insonne e da un sabato lavorativo da neuro, non credevo fosse il caso), avrei iniziato un volo di cui mi era sconosciuta la destinazione. E' stato in quell'istante che forse un po' ho invidiato chi al sabato non lavora. La compagnia di quella voce era ormai entrata nel mio metabolismo, non riuscivo a farne a meno e nemmeno il metadone avrebbe potuto lenire quel tipo d'astinenza. Purtroppo non ebbe la possibilità di immergersi in quel quadro che poco a poco si stava spegnendo ma non m'importò più di tanto. La stavo sentendo e questo era sufficiente. Mi accompagnò fino a casa dove ci lasciammo come altre volte, senza appuntamenti. Quella sera non l'avrei vista. Però ero sereno. Non so dire se ciò fosse dovuto alla mia stanchezza o al fatto che comunque era come se fosse sempre con me. Il suo pensiero mi accompagnava in ogni momento, anche nelle piccole cose c'era sempre qualcosa di lei. Come d'abitudine cenai qualcosa, più per necessità che per bisogno, poi, come ogni sabato, approfittai della presenza di Luca in veste di zio-baby sitter per adempiere anche agli obblighi che a suo tempo presi nei confronti di Dolly, una cagnetta d'una dolcezza unica, come unici erano anche i disastri che riusciva a combinare. Quindi, guinzaglio e via! Solita passeggiata, mezzoretta all'incirca e la mente che va a lei. Telefonata. Aveva in programma di andare a ballare, s'era accordata con le amiche e la sorella con la ferma intenzione di passare una serata spenseriata, per scaricare ballando le ansie e lo stress che nell'ultimo periodo l'avevano presa d'assalto, anche se in parte era intimorita di non riuscire a divertirsi se si fossero verificate alcune circostanze che aleggiavano. Parlammo per tutto il tempo della passeggiata di Dolly fino a quando, al ritorno, fui costretto a chiudere per impedire che Terry, pit bull dalla mole considerevole, potesse considerare la mia cagnetta una sorta di salatino. Congedato lo zio Luca la chiamai di nuovo e... beh... poterla vedere anche solo 5 minuti (!) sarebbe stato un ottimo coadiuvante al sonno che mi accingevo a fare, addormentarmi col suo profumo... stupendo! pensai. In attesa, una dose di Scooby Doo, di Baby Looney Toons e di Isidoro, fecero addormentare la bimba e lo stesso effetto lo stava per sortire su di me l'incontro Milan-Juventus... Poi una macchina si fermò davanti a casa. Mi risvegliai dal torpore come se una doccia gelata mi avesse inondato. Scesi le scale e aprii il cancello. E lì rimasi ammaliato dalla sua figura. Jeans a vita bassa, top nero, giacchetta di jeans, calzature nere col tacco, capello selvaggio come amo definirlo, e quel viso che incastonava gli occhioni aperti su di me in un sorriso sempre nuovo. Bellissima, come sempre. La invitai ad entrare dopo un'abbraccio molto simile ad un convenevole dovuto, ma non appena le cedetti il passo per farla accomodare in casa, sentii un impulso che aveva qualcosa tra l'istintivo e il passionale. Fece per abbassare la maniglia della porta d'ingresso ma non ne terminò la corsa... La presi alle spalle, avvolgendola in un abbraccio che la lasciò senza parole. Stringendola contro di me posai le mie labbra sul collo morbido e vellutato che la stretta inaspettata aveva lasciato libero dai capelli fluttuanti. Al contatto della sua pelle avvertii un brivido percorrerla, in un respiro che si faceva via via più frequente e innaturale. Lasciai la presa e lo sguardo che ne seguì mi accese ancora di più. Salite le scale e assicuratomi che la bimba dormisse di un sonno profondo come solo lei è capace, andai verso la camera, dovevo mettere il cellulare in carica, le dissi. Lei mi seguì. Fu un attimo. Mi girai verso di lei e stringendola forte a me, la resi partecipe del desiderio che mi aveva alimentato, desiderio che avvertivo in lei in ogni movimento del suo corpo, in ogni contatto della nostra pelle, in ogni respiro che nasceva nella stanza priva di luce. L'adagiai sul letto continuando ad accarezzarla in morbidi rintocchi di polpastrelli curiosi, in un vortice di baci assetati l'uno dell'altra. La sua mano mi traeva a se ad impedirmi il distacco da quella fonte di morbido calore che ci univa in un respiro solo, in un unico gemito volto ad aumentare l'eccitazione di entrambi, mentre il respiro affannoso preludeva a ciò che sarebbe successo. Nel buio riuscivo ad indovinare il suo sguardo, sentivo ciò che sentiva, ero ciò che era. Mi sentivo affondare dolcemente avvolto nel suo tenero abbraccio, fino a lasciarmi sprofondare nel calore della sua essenza. Completamente. Irrimediabilmente fusi l'uno nell'altra. Il suo gemere di me non faceva che aumentare il bisogno di sentire esplodere il suo volo. Ingordi nel Viverci senza restrizioni, ci cercammo nell'estasi della passione che sentivamo bruciare dentro di noi, le nostre anime un'anima sola, i nostri corpi un corpo solo. Indefinibili i nostri contorni, indescrivibile le sensazioni, in un crescendo di sudori che si mescolavano al profumo del nostro Mondo Perfetto. La sentivo in me mentre ero in lei, con i lunghi capelli che ritmicamente mi carezzavano il petto, la sua pelle inebriante di Vita. Eravamo in volo, insieme, uniti, in una dimensione in cui il tempo è nulla, lo spazio è dilatato dalla forza dei sensi mai sazi, dove il nostro unico nutrimento era il piacere reciproco. Come se fosse la prima volta. Come se non ci fosse stata che lei. Come se non ci potrà mai essere che lei.
E se così dovesse essere... che sia! 30 agosto 2004
Darrena di Mancia Tu... e così siaSta piovendo…
Posso darti un passaggio Fino a casa?… Cosa vuoi che mi costi Fare un giro Forse un poco più lungo Se lo faccio con te?… Aspettavo
E ti prendo piano piano
E ti prendo piano piano
E ti amo quando svuoti la mia mente Testo e musica di Ediz. Skizzo (Firenze)- Bmg Ricordi (Milano) 22/11/2004 22.36Ci sono fantasie che al buio giocano con i pensieri,
si rincorrono nascoste dal giorno riflettono notte per il tempo loro concesso fatto di sospiri sperati temuti carezze sconosciute e inattese calore nuovo sincero Labbra dolci di sale aprono alla scoperta di un io inesplorato fondere anime assetate di Vita di Viversi al rintocco di un tempo correre fermo assaporando nuova pace dove spine non pungono veleno ma Luce Darrena di Mancia OrizzonteStrani i lidi
dove pensieri naufraghi si risvegliano stremati dall'impeto della burrasca, disorientati, ancora intontiti dalla risacca di cavalloni ostili e benevoli, risparmiati dagli scogli eppure schegge che nella carne bruciano. Ostinato. Quel mare che ti fa vivere,
infinito inganno di sè, di nuovo si placherà. Ne hai bisogno come dell'aria che respiri ma lo sai.
E' là che vuoi andare. E lo sai.
L'olio che sembra così non è.
Lo sai.
Sai che mai domo ti invita alla sfida.
Sai che il suo silenzio non può essere e mai sarà resa. Sarà tempo ma non adesso.
Ora sei stanco.
Ti lasci accarezzare dall'esserne sconfitto,
devi ritrovare le tue schegge prima. Partire lancia in resta è ammirevole quanto stupido.
Quel mare non è da combattere. E' mare da conoscere,
da rispettare,
da temere e da ammirare,
da difendere e da sentire.
Non sai se e quando lo sentirai ancora.
Nessuno può dirti come e perchè.
Ma la tua anima ha già tutte le risposte,
anche a domande che ancora nemmeno conosci. Ed è questo a darti la forza.
Ora alzati...
il mare è lì...
Devi crederci ancora.
Darrena di Mancia |
...lette... sentite... provate...
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